E anche quest'anno è passata questa singolare festa... Singolare
perché l'
Halloween alla "
Trick or
treat" non appartiene decisamente alla nostra tradizione,
benché su
Wikipedia si legga che la notte delle streghe risale a ben prima del cristianesimo.
Già i Celti celebravano questa festività inneggiando al
vitello transumante e al loro capodanno
Samhain, (ecco dove quelli della
Bonelli han trovato il nome del Demone delle Illusioni in
Brandon!). La festa è stata successivamente inglobata dal cristianesimo come vigilia di
ognissanti, tradotto in inglese come All
Hallow Eve, da cui
Halloween.
In questa notte il velo tra il mondo dei morti e quello dei viventi si assottiglia e gli spiriti possono tornare sulla terra. Un tempo si lasciava qualcosa da mangiare sul tavolo della cucina in modo che non tornassero irati da dove erano venuti; da questo prende spunto il travestirsi dei bambini e l'andare a cercare dolcetti in cambio della promessa di non attentare all'esistenza mortale dei malcapitati inquilini delle case a cui bussano.
Devo dire, però, che anche se la tradizione è prettamente americana, è stato divertente vedere i bambini festanti alla mia porta che volevano delle caramelle. Loro si divertivano, a me han fatto ridere, i genitori con i bambini si divertivano e, sotto questa luce, posso accettare questa tradizione importata da oltreoceano, è un'altra occasione per fare casino.
Quella sera io ed un altro manipolo di coraggiosi, dopo aver passato indenni una spaghettata ai formaggi e una parziale visione dell'Ululato (vecchio film
horror sui lupi mannari con "strabilianti" effetti speciali), ci siamo recati in quel di Savona
perchè voci di corridoio avevano passato la novella di uno spettacolo organizzato dai Cattivi Maestri, un gruppo teatrale savonese formatosi con questa formazione nel 2000.
Lo spettacolo prometteva bene; la locandina recitava:
Anche quest'anno la notte più spaventosa di tutte sarà resa ancora più rabbrividente dalle parole dei grandi autori di storie del terrore e del mistero. Tra le volte oscure della Cantina (il loco dove si esibiscono NdG), la paura serpeggerà e vi colpirà alle spalle con l'aiuto dei Maestri sempre più Cattivi. Chi avrà il coraggio di entrare?
Ora, con un incipit di questo tipo chiunque si aspetterebbe
mirabilie! E infatti, carichi di aspettative, ci siamo recati a mezzanotte in punto all'appuntamento in via
Quarda Inferiore 6r, a Savona.
Effettivamente la scena all'esterno era carina: sotto ad un muro della vecchia Savona una porticina ricoperta di poster e vecchi manifesti era illuminata da un lampione
elisabettiano appeso alla parete e da una lugubre luce violacea che disegnava sinistre ombre. Davanti all'uscio si tratteneva una maschera, con tuba, capelli biondi e uno sguardo arrogante.
Primo neo: cacchio! Abbiamo aspettato
mezz'ora prima di entrare! L'attesa passa però tranquillamente tra una risata e un brivido di freddo.
Ci fanno entrare. Paghiamo una modica cifra di 5 euro, siamo introdotti nell'oscura Cantina e siamo accolti da un'avvenente strega che ci "recita" un brano di Francesco Campanelli con in mano un frustino, molto
Femme Fatale. Scrivo "recita"
perchè interrompe l'intenso sguardo dei suoi intensi occhi sbirciando da un foglietto che teneva nella mano sinistra. Sopravviviamo alla strega e passiamo, sani e salvi.
Attraversiamo un ambiente buio in cui un ragazzo legge un brano di Pascoli sempre a tema lugubre e finisce strillando "La morte, la morte!", non commento. Ma sì, dai, commento: pessimo...
Il terzo è un inquietante individuo pelato con occhi di ghiaccio che emerge da dietro un bancone da bar. Illuminato dal basso, con un coltello insanguinato in mano, farnetica su una donna sgozzata di recente. Questa è l'apparizione che mi ha intrigato di più: convincente, a differenza degli altri non leggeva, interpretazione breve ma intensa.
Non sto ad elencare tutti i personaggi, menziono in particolar modo solo di una ragazza che leggeva un brano di Emma
Duffin, il racconto era da brivido ma la lettura risultava faticosa, e un altro ragazzo travestito da Poe che ha interpretato un'episodio di
Maupassant cogliendo in modo adeguato le sfumature del caso con una lettura convincente e appassionata.
Carino... Di più non posso dire per una rappresentazione che è durata poco più di
mezz'ora. Ora, non è una questione di soldi (per quanto la compagnia del teatro di
Varazze metta in scena rappresentazioni alla
Govi che fanno "spanciare dalle risate" allo stesso prezzo), ma una questione di emozioni. Va bene, sono dilettanti. Per questo sarò meno impietoso.
Le luci erano ben studiate e il sottofondo musicale intenso ma per il resto... A parte gli episodi che ho descritto, cavoli, potevano almeno degnarsi di imparare a memoria i brani in modo da usare la concentrazione che hanno dedicato alla lettura in modo più
proficuo, interpretando meglio.
Sarà per il fatto che quando uno legge non guarda il pubblico negli occhi e questo passa un po' come una lettura da messa, ma non mi ha lasciato tanto. Gli occhi e lo sguardo sono importanti! La magia del teatro consiste proprio in questo: l'attore è lì, di fronte, ti guarda negli occhi e lo spettatore aspetta con ansia che questo succeda, che gli sguardi si incrocino, anche solo per un attimo,
perchè in questo modo si coglie il sentimento e la passione che sono parte della scena. Se gli occhi sono fissi sulle pagine di un libro, beh tanto vale ascoltarsi una cassetta o guardarsi un
DVD... Qualsiasi attore da film per quanto bravo che sia, non riuscirà mai a convincermi che sta guardando me, proprio me. Guarda una telecamera.
Tanto è vero che il solo che mi ha coinvolto è stato l'omicida pelato che teneva lo sguardo fisso davanti a
sè. Gli altri per quanto appassionati o intriganti, dopo qualche battuta staccavano lo sguardo per tornare alle rassicuranti pagine del libro spezzando la tensione sul nascere.
Decisamente l'idea era buona,
gradisco molto questo tipo di eventi ma la breve durata del tutto paragonata all'aspettativa che avevo ha influito molto sul mio giudizio. Non penso di essere stato il solo,
poichè alla fine dell'ultima novella il pubblico è rimasto seduto e solo un "E' finito" da dietro le quinte ci ha fatto alzare.
Fosse stata un'iniziativa non a pagamento, avrebbe lasciato un po' meno di amaro in bocca. Non è tanto per i 5 euro, ribadisco. Quanto per il fatto che chi chiede soldi per esibirsi deve avere l'intento di essere professionale. La recita dei bambini all'asilo non è a pagamento. Al limite si può pensare di mettere un obolo come offerta libera. Ma il biglietto all'ingresso... L'attore deve divertire gli altri, non compiacere se stesso pensando: " Oh, come sono bravo a fare questo". Il protagonista deve essere il pubblico.
Attendo comunque di assistere agli sviluppi di questo gruppo, ci sono in cartellone diverse attività interessanti, tra cui le Cene con Delitto a cui di sicuro non mancherò.
Link:
L'ululatoSito dei Cattivi Maestri